L'ORO CHE PUZZA - 850 MILIONI DI EURO SFUMATI NEL NULLA IN CAMPANIA
10.000 EURO AL MESE AI DIPENDENTI RESPONSABILI DI QUESTO MACELLO
LA SITUAZIONE
Scandaloso. Ho visto coi miei occhi interi muri di rifiuti alti anche due metri, e interi cordoni di sacchetti entrare fin dentro le autostrade nelle zone periferiche, prati, marciapiedi, entrate di chiese e scuole investite da un'ondata di spazzatura che mai diminuisce, ma che aumenta giorno dopo giorno. E il fetore, l'insopportabile fetore generato da questo marciume lentamente si espande, entrando nelle case. Un'amica di Ponticelli non esce di casa da una settimana per strane allergie causate dall'ondata spazzatura che ha investito il suo quartiere.
Vi lascio immaginare la situazione nella zona dei ristoranti intorno al lago di Lucrino, la spazzatura galleggia da giorni sul lago accanto alle rovine etrusche...
NAPOLI E L'ITALIA
Ho sempre sostenuto che la situazione napoletana è una caricatura ingigantita della situazione italiana. In Italia c'è criminalità? A Napoli ci sono 3 morti a settimana tra rapine e morti di camorra. In Italia c'è corruzione? A Napoli la situazione è ai limiti, raccomandati dalla nascita fino a fine carriera (non contando le raccomandazioni politiche), tutte le più importanti cariche di aziende anche private sono coperte da amici di amici che risalgono fino a Re Bassolino, il noto presidente della regione Campania. Nel sud emergenza spazzatura? A Napoli ci galleggiamo sopra (quando piove).
I 40 LADRONI
Dall ' Espresso :
"Con il caldo si moltiplicano i roghi di immondizia che disperdono diossina nell’aria e nei terreni. Ma un’epidemia c’è già: è quella dei conti pubblici. Perché per tamponare il problema fino al 2005 si sono già spesi 856 milioni di euro nella sola Campania, senza che la normalità si sia avvicinata. La Corte dei conti con una relazione monumentale ha cercato di capire come siano stati utilizzati i fondi gestiti dai commissari straordinari del governo in tredici anni di ordinaria emergenza. Risultato: per ripulire Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lazio a fine 2005 se ne erano già andati 1.800 milioni di euro. Di questi, quasi 400 milioni ossia 800 miliardi di vecchie lire erano stati impiegati per pagare stipendi e uffici. Una montagna di soldi sommersa dalla spazzatura, senza che gli obiettivi siano stati neppure lontanamente sfiorati.
L’occhio del ciclone è in Campania, dove sono stati bruciati più di 850 milioni fino al 2005. Dal ’94 a oggi, ai vertici della struttura si sono alternati il prefetto Guido Improta, i governatori Antonio Rastrelli, Andrea Losco, Antonio Bassolino, un altro prefetto, Corrado Catenacci, e dallo scorso ottobre il capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso. Insomma, uomini di destra e di sinistra, grand commis e superprefetti ma al termine di ogni “reggenza” l’esito finora è stato sempre lo stesso: nuova proroga dello stato di emergenza perché il problema non era stato risolto.
Eppure, chi lavora per l’emergenza non si è fatto mancare proprio nulla. Nel 2005 la struttura commissariale era composta da 101 persone, anche se a fine 2006 un’ordinanza della presidenza del Consiglio ha fissato il tetto massimo a 70 dipendenti. I magistrati contabili fanno notare che «nel corso degli anni si è prodotto un aumento rilevantissimo delle indennità e dei compensi ai commissari, vicecommissari e subcommissari», arrivando a superare i 10 mila euro mensili. Inoltre, la mancanza di controlli interni ha consentito gravi irregolarità. Con i telefoni pagati dal commissario, i dipendenti si sono concessi qualche lusso di troppo: tra il ’99 e il 2003 le chiamate, escluse le ricariche, hanno inghiottito 724.680 euro, «e non sono poche quelle internazionali o verso i numeri speciali». E non è tutto. Secondo un documento dell’Ispettorato generale della Ragioneria dello Stato, «il commissario ha proceduto al rimborso delle spese sostenute dal subcommissario per raggiungere la sede di servizio (Napoli), senza tener conto che il compenso corrisposto era onnicomprensivo» e quei soldi, quindi, non gli erano dovuti. Il tutto, per un totale di 35 mila euro di biglietti aerei e spese pasti per oltre 7 mila. E nell’attribuzione di incarichi esterni, tornando
La conclusione dei giudici è drammatica: le soluzioni sono state varate solo quando diventavano un affare d’oro per le aziende. La Corte scrive: «Si ricava l’impressione che solo nel momento della coincidenza degli interessi pubblici con quelli privati, e assecondando sostanzialmente questi ultimi, la parte pubblica si sia attivata per porre fine a una situazione sempre più insostenibile». Nell’attesa di uscire dall’emergenza, i camion della nettezza urbana macinano più soldi che immondizia. Quando poi a pesare sui conti non sono i biglietti dei treni: 60 milioni di euro sono stati spesi per i convogli ferroviari che hanno portato i rifiuti in Germania. E questo solo per il periodo compreso fino a marzo 2004: denaro finito letteralmente nella spazzatura."
"Vorrei tanto spaccare qualche ossa e buttarla nel cestino..."
The Pulp Dog
2 commenti:
Sarò bizzarro, sarò pazzo, ma in questi casi ci volgliono, come ho scritto nel mio post, delle azioni eradicanti, in quanto penso sia arrivata l'ora di finirla.
Ciao Piesal, come puoi intuire dal tono del mio post sono perfettamente daccordo!
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